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Ven
28
Set
2018

Rosa Emilia Diaspresenta Madrigal

Al Vapore

Ore 21:00

Informazioni su questo evento

Rosa Emilia Dias  voce
Beppe Costantini  flauto
Giovanni Buoro  chitarra

Marco Ponchiroli  piano
Roberto Rossi  percussioni


Concerto di presentazione del CD Madrigal

Rosa Emilia Dias Sensibile interprete, ha pubblicato 8 dischi tra Brasile, Italia e Giappone. Nel 2009  idealizzò e cantò nel progetto “Cacaso – Música e Poesia” per la Banca del Brasile (CCBB) insieme a Alecrim Produções Artísticas di Sergio Bacelar che restò in tour per  2 mesi – fra Rio de Janeiro e Brasília. In Italia da 25 anni, nel 2012 ha prodotto il Festival 100 anos Jorge Amado insieme  al Comune di Venezia. Insegna ai bambini di quella città canto e teatro. Dal 2013 è in tour in Italia con il concerto di musica per bambini L’Arca di Noè. Nei festeggiamenti del centenario del compositore Dorival Caymmi fu invitata a cantare a Bahia nella VII settimana letteraria di Porto Seguro. Per i 100 anni di Dorival Caymmi collabora con vari artisti italiani e brasiliani.

"Madrigale  è il nome che abbiamo scelto per il nostro progetto musicale fatto di 10 brani originali in portoghese e in Italiano cantati e composti da me e da Giovanni Buoro in collaborazione di poeti, parolieri, musicisti, attori ed autori.
Tutto è cominciato tanto tempo fa, quando ero ancora in Brasile. Ho iniziato a cantare per gioco. Cantavo le canzoni dei miei fratelli. Sono stati loro a portarmi sul palco per la prima volta quando avevo circa 11 anni. In quella epoca Salvador bolliva di concorsi di musica. Tutti eravamo aspiranti compositori, compresi i miei fratelli. L’arte era qualcosa da inseguire e forse allora era un po’ a portata di tutti. Salvador è una città al 80% nera. La cultura africana ci ha dato la musica, la danza, la culinaria e i vari ritmi musicali. Mia nonna era una Mãe-de Santo, capo religioso del Candomblé , una religione arrivata dall'Africa con gli schiavi e fu grazie a lei e alle cerimonie cantate che ho scoperto l’amore per la musica e per i ritmi dei tamburi. Ho cominciato a cantare perché era naturale farlo. Cantare è una espressione di gioia e di festa. Mi mettevo fra le gonne delle figlie-di-santo che intonavano i cori religiosi e cantavo, suonavo e ballavo.Tutti lo facevano in un modo o nel l’altro. La chitarra non mancava mai nelle feste e nelle ed era comune trovarsi a cantare le canzoni dei nostri cantanti preferiti in interminabili serenate. Cantavo ovunque, soprattutto sotto la doccia dove passavo ore, malgrado le proteste di mia madre e dei miei 6 fratelli. Era lì che esperimentare i suoni e le risonanze della voci."

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