
La notizia della scomparsa della regina Elisabetta II sta ovviamente spopolando in tutto il mondo. Una regina conosciuta e amata negli angoli più remoti del pianeta. Un evento storico, la fine di un’epoca, come hanno detto in molti, che devia temporaneamente l’attenzione dal problema principale dei cittadini e delle piccole imprese: il caro energia.
Nell’ultimo mese si è parlato del tentativo europeo di fissare un prezzo massimo del gas, dei ricorsi delle imprese energetiche contro le tasse sugli extraprofitti, della crescita delle proteste e del movimento “Io non pago”, nato proprio in Uk. Sono continuati soprattutto gli aggiornamenti sulla notizia principe, quella capace di mettere tutti in riga riguardando una grande corporation energetica il cui 30% è posseduto dallo Stato. Si tratta dell’utile semestrale dell’ENI pari a 7.3 miliardi di euro, +700% rispetto al 2021, una crescita mai vista in passato. Una somma pari ad una manovra finanziaria che a breve l’ENI, come se nulla fosse e con il consenso del nostro governo, distribuirà ad azionisti di tutto il mondo.
“Siamo in una Tempesta” ha detto chiaramente la nuova prima ministra inglese Liz Truss nel primo discorso a Downing Street, poco prima del suo ultimo incontro con la Regina, ponendo l’aiuto a famiglie e piccole imprese tra le assolute priorità e definendo le bollette “insostenibili”.
Una Tempesta incurante di una guerra in corso, del lavoro e dei bisogni dei cittadini, della cultura o della musica, che segue unicamente le traiettorie dell’economia e della finanza e che i nostri governanti ancora non vedono o fingono di non vedere.
In meno di un mese la Gran Bretagna ha cambiato governo e monarca, mettendo sul piatto aiuti per 100 miliardi di sterline.
Da noi sembrano essere 17 miliardi di euro, ancora incerti e difficili da reperire. Le proteste stanno aumentando in tutta Italia, l’ultima proprio qui a Mestre, ieri 14 settembre 2022 in Piazza Ferretto (foto), ma se non si accelera velocemente il processo di recupero e distribuzione degli aiuti un intero settore economico, quello della piccola ristorazione e dei locali di musica dal vivo come al Vapore, rischia di essere travolto.







